Muffe e funghi indoor: da INAIL le misure per difendersi

L’INAIL ha analizzato gli effetti provocati dall’esposizione ad agenti fungini negli ambienti indoor ed il rischio per la salute per chi occupa tali spazi.

La contaminazione fungina in ambienti indoor è una forma di inquinamento ambientale, che può provocare diverse patologie in chi trascorre tempo all’interno degli ambienti contaminati.

Contaminazione indoor

I funghi e le muffe prolificano in presenza di umidità; anche la temperatura interna può influenzare il tasso di crescita e la produzione di allergeni e metaboliti.

I funghi sono classificati in colonizzatori primari, secondari e terziari: elevati livelli di umidità e tracce di condensa favoriscono la contaminazione da parte di colonizzatori primari e secondari, i terziari proliferano in presenza di problemi strutturali importanti dovuti a difetti di costruzione, inadeguato isolamento e infiltrazioni d’acqua.

Fonti di inquinamento ambientale

La presenza di funghi può raggiungere elevate concentrazioni anche in ambienti indoor come scuole e uffici, dove la polvere, gli alimenti non adeguatamente conservati e i materiali utilizzati per strutture ed arredi (tappezzerie, vernici, colle, legno, materiale cartaceo, piante ornamentali, ecc.) possono rappresentare sorgenti interne di accumulo e rilascio di tali microrganismi.

Tra le fonti di inquinamento indoor si annoverano anche i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria dove l’accumulo di sporcizia, la presenza di detriti e incrostazioni all’interno dei vari componenti in assenza di un’adeguata manutenzione facilitano l’insediamento e la moltiplicazione microbica.

Effetti sulla salute


La presenza di materiale fungineo da luogo a due tipi di fenomeni:
1) il rilascio di spore e frammenti a seguito di movimenti dell’aria o disturbi fisici causati da persone o animali
2) la risospensione della massa fungina sedimentata a causa delle attività lavorative

Altri fattori quali la velocità dell’aria, il tempo, la morfologia della colonia, l’essiccazione e le vibrazioni possono influenzare la velocità di aerosolizzazione.

Numerosi studi epidemiologici dimostrano che gli occupanti di edifici umidi e contaminati da muffe presentano un rischio maggiore di contrarre patologie respiratorie, aggravio di asma, polmonite da ipersensibilità, alveolite allergica, rino-sinusite cronica e sinusite allergica.

condensa muffa finestra

Misure di prevenzione e controllo


Le muffe possono essere contrastate adottando diverse strategie:
– mantenimento di adeguati livelli di umidità interna (< 60%)
– ventilazione idonea e continua degli ambienti, anche con sistemi di ventilazione meccanica controllata
– rispetto di norme igieniche generali
– manutenzione regolare degli impianti di condizionamento e riscaldamento

Tratto da Biblus

autore
Silvia - Alpac Marketing
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