Recupero termico: cos’è e perché aiuta a risparmiare

Quando un bene indispensabile alla nostra vita quotidiana scarseggia o diventa più costoso, bisogna cercare di non sprecarne neanche un po’. È quello che sta succedendo con l’energia elettrica.

Non sprecare significa recuperare ciò che andrebbe inutilmente disperso: ecco perché si parla tanto di recupero termico.

Se non sprecare calore è bene, recuperarlo è ancora meglio.

Recupero termico: cosa devi sapere

Quando si parla di capacità di recupero termico ci si riferisce ad un sistema in grado di recuperare il calore in uscita da un qualsiasi ciclo produttivo – che diversamente andrebbe disperso-, grazie all’installazione di uno scambiatore di calore in grado di trasferire energia termica tramite due fluidi a temperature diverse.

Si parla di capacità non a caso perché la percentuale di recupero del calore, non solo varia da un sistema all’altro, ma soprattutto dev’essere regolarmente validata e documentata e non solo indicata.

Le unità di ventilazione vengono testate secondo la Normativa EN13141-7/-8 da istituti di prova accreditati che testano i dispositivi e ne redigono i relativi rapporti di prova.

Le nostre unità VMC recuperano il 91% del calore “catturato” dall’aria indoor in fase di estrazione: un risultato di tutto rispetto documentato da Casa Clima (decentralizzate).

L’ideale sarebbe recuperarlo al 100%: non è semplice, ma ci stiamo lavorando.

Ventilazione con recupero di calore: come funziona

Come si sceglie il sistema di VMC decentralizzata (o puntuale) più adatta alle nostre esigenze? Il prezzo conta, ma non è tutto: bisogna valutare attentamente le 3 caratteristiche principali che fanno la differenza:

  1. presenza di recuperatore di calore
  2. capacità di filtraggio dell’aria
  3. grado di silenziosità della macchina

La funzione del recuperatore di calore è quella di trattenere l’energia termica dall’aria esausta estratta dall’ambiente. Dopo averla trattenuta, il recuperatore di calore la cederà all’aria pulita immessa, dopo averla estratta dall’esterno e opportunamente filtrata. Così facendo non si creano sbalzi termici (come quando si aprono le finestre per arieggiare) e non si spreca energia: in casa c’è sempre aria rinnovata, filtrata e carica di ossigeno. Tanta salute in più.

vmc flussi alpac

Scambiatore di calore: cosa devi sapere

Ma allora basta verificare che ci sia uno scambiatore di calore? No, non basta che ci sia recupero termico: una buona unità VMC Single Room (monostanza) deve garantire che il recupero di calore sia elevato e costante nel tempo.

Tutto nella ventilazione meccanica controllata è sempre incessante, costante e senza sosta: è proprio questo approccio che permette la massima efficienza energetica e il massimo grado di comfort domestico.

D’altra parte l’emissione di anidride carbonica, la circolazione di virus e batteri, la presenza di radon e VOC di vario tipo è anch’essa incessante, costante e senza sosta: qualunque attività di estrazione/immissione con relativo filtraggio e recupero di calore non sarebbe efficiente se non avesse le stesse caratteristiche di ciò che deve combattere.

Tra i vari sistemi di VMC decentralizzata disponibili sul mercato, i dati dimostrano che quelli a doppio flusso continuo con recupero di calore offrono il miglior rendimento medio possibile.

Scambiatore di calore: quale scegliere

La pubblicità a volte ci confonde: tutti dicono che il loro prodotto è il migliore. Solo l’informazione ci mette sempre nella condizione di poter scegliere consapevolmente.

Chi deve scegliere un sistema VMC con recuperatore (o scambiatore) di calore a parete è bene che non si limiti solo alla valutazione degli aspetti tecnici relativi al dispositivo VMC, ma che ne valuti attentamente l’idoneità in relazione alle caratteristiche dell’abitazione dove andranno installate le diverse unità VMC.

La parola d’ordine è progettare il giusto dimensionamento.

È indispensabile partire dalle caratteristiche dell’edificio da riqualificare, non dal tipo di sistema VMC.

La valutazione dipende da:

 

dimensioni delle stanze utilizzo dei locali
a seconda di quanti metri cubi misura l’ambiente, andranno installati tipi diversi di macchine VMC a parete. Potrebbe rendersi necessario installare più di una macchina per stanza per garantire il corretto ricambio di aria il giusto grado di ventilazione sarà modulato a seconda di quanto tempo è abitata ciascuna stanza al giorno, di quante persone la occupano e di quali attività vengono svolte nell’ambiente

 

Se invece hai optato per il cappotto, è tutto più facile.

Flow Manhattan è la  nostra nuova soluzione brevettata per alloggiare la VMC puntuale all’interno del cappotto esterno, senza alcun impatto visibile sull’edificio.

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VMC doppio flusso con recupero di calore: come funziona

È un sistema nel quale lo scambio tra i flussi d’aria avviene in modo costante e bilanciato mediante uno scambiatore a flussi incrociati controcorrente.

Il recuperatore (detto anche scambiatore di calore) che si utilizza nei sistemi di ricircolo dell’aria indoor scambia il calore tra due fluidi, indipendentemente che si tratti di acqua o di aria.

Nei dispositivi VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) il recuperatore di calore trattiene il calore e l’energia termica contenuti nell’aria in uscita per cederli subito all’aria nuova in entrata.

È questa operazione che comprime i consumi energetici, riducendo sia i costi di riscaldamento durante l’inverno che quelli di raffrescamento nella stagione calda.

Vale la pena di ribadire il concetto secondo il quale il concreto risparmio energetico deriva dalla corretta gestione del foro finestra: più la casa è a tenuta d’aria, meno si spende per riscaldarla.

Una buona operazione di efficientamento energetico richiede un idoneo grado di isolamento dell’involucro.

Se l’involucro è ben isolato, l’edificio sarà salubre solo se sarà bilanciato da una costante e ben dimensionata ventilazione forzata che corregga la carica di umidità che si sviluppa con le normali attività domestiche (cucinare, lavare o semplicemente respirare).

Se il foro finestra non è ben isolato, qualunque tipo di isolamento o coibentazione non darà i risultati attesi.

Guida alla corretta progettazione del foro finestra

Ci sono persone che hanno atteso tanto tempo prima di potersi permettere di ristrutturare casa. L’investimento è notevole e richiede attenzione per non restare delusi.

Spesso le sorprese (umidità, muffa, condensa ecc.) derivano proprio dalla scarsa attenzione alla gestione del nodo finestra che è il fulcro attorno al quale ruotano le prestazioni del serramento e del monoblocco.
Non a caso esiste una Normativa di riferimento, la nr. 11673-1.

Ti interessa saperne di più?

Abbiamo preparato una guida gratuita che spiega come si fa la corretta progettazione e successiva gestione in opera del foro finestra.

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autore
Silvia - Alpac Marketing